La nanotecnologia e i rischi nel settore alimentare
L’industria del food continua ad evolversi e innovarsi, orientata verso tecnologie più sofisticate, nuovi materiali da scoprire o semplicemente verso la manipolazione di materie già esistenti.
Infatti, il settore è in costante ricerca di nuovi materiali e ingredienti per migliorare le proprietà chimico-fisiche dei prodotti alimentari.
Da sempre, le aziende alimentari, insieme a laboratori specializzati si impegnano a studiare ed esplorare il mondo dei nanomateriali, con l’obiettivo di individuare nanoparticelle con caratteristiche e funzioni diverse da quelle convenzionali.
Questa branca della scienza e delle tecnologie applicate è, ad oggi, conosciuta come “nanotecnologia“.
Parliamo di particelle di dimensioni estremamente piccole, ottenute tramite interventi ingegneristici, con le quali è possibile trasformare strutture atomiche già esistenti in componenti con diverse proprietà chimico-fisiche.
Queste nanoparticelle, derivanti da fibre naturali o processi industriali, possono essere organiche e inorganiche e, a seconda delle loro funzionalità, vengono aggiunte agli alimenti sottoforma di additivi alimentari conferendo all’alimento una certa stabilità.
L’uso dei nanomateriali si estende a vari settori, tra cui l’industria elettronica, automobilistica, tessile, agroalimentare, cosmetica e farmaceutica. Ad esempio, la nanocellulosa può essere impiegata nella produzione di imballaggi o “novel food”.
Le aziende dedicate all’applicazione delle nanotecnologie hanno colto, quindi, nuove opportunità al fine di offrire al consumatore un prodotto con proprietà sensoriali particolari o a lunga conservazione garantendo comunque la sicurezza dei consumatori.
Negli ultimi anni, si è parlato anche di possibili effetti cancerogeni legati alla loro applicazione in diretto contatto con l’uomo (attraverso alimentazione, farmaci e cosmetici).
La Fondazione AIRC (l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) segnala studi che evidenziano i possibili rischi dei nanomateriali e quindi che ne mettono in discussione la sicurezza. La comunità scientifica sta conducendo ricerche più dettagliate sugli effetti delle nanoparticelle sull’uomo.
Per poter individuare e valutare i potenziali rischi dovuto all’utilizzo delle nanotecnologie nel settore alimentare, l’EFSA in data 16 settembre ha emesso un nuovo rapporto sul progetto “NAMsNANO” che mette a disposizione metodologie valide per contribuire e migliorare le valutazioni della sicurezza, utilizzando modelli che simulano le condizioni negli esseri umani.
Data la varietà di nanomateriali (differenti per struttura, dimensione, caratteristiche e composizione) e i possibili effetti derivanti da un uso e metodo scorretto, non può che confermare la difficoltà nell’effettuare una loro valutazione scientifica completa.
Il progetto “NAMsNANO” mira a stabilire standard scientifici utili a valutare la sicurezza dei nanomateriali, con l’unico scopo di proteggere i consumatori, senza limitare l’innovazione e la crescita del settore alimentare e di tanti altri settori secondari.
Fonte: https://www.efsa.europa.eu/it/news/nanotechnology-promoting-uses-new-assessment-methods?etrans=it