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Olio italiano 2025/26: la produzione racconta

10 Aprile 2026

Quando versi l’olio extravergine di oliva nel piatto, probabilmente non pensi a quanta strada ha fatto prima di arrivare da te.

Tuttavia, quanto ne viene prodotto, quanto costa e da dove proviene influenzano direttamente il prezzo che paghi al supermercato e la qualità che scegli. In Italia, Paese simbolo dell’olio di qualità, questi aspetti sono più rilevanti che mai.

Annata 2025/26: produzione in crescita, ma mercato complesso

La campagna olearia 2025/26 ha registrato una produzione maggiore rispetto alla stagione precedente, soprattutto grazie a piante con una buona carica di olive in molte zone del Sud Italia. Questo ha favorito un aumento dell’offerta e una leggera diminuzione dei prezzi medi rispetto ai picchi degli anni scorsi, portando i listini dell’olio extravergine di oliva italiano poco sotto gli 8 € al chilogrammo — livelli ancora relativamente alti, ma più accessibili per i consumatori.

Nonostante questo equilibrio momentaneo, il mercato resta complesso: la disponibilità di prodotto e i prezzi dipendono da molte variabili, come condizioni climatiche e dinamiche globali della domanda.

Italia: un grande consumatore, non sempre produttore

Anche se l’Italia è uno dei Paesi più famosi al mondo per l’olio extravergine di oliva, più della metà dell’olio disponibile nel nostro mercato non è di produzione italiana. Secondo i dati dei Registri Telematici dell’Olio (RTO), al 31 maggio 2025 meno del 46 % dell’olio extravergine di oliva presente in Italia era di origine nazionale, mentre il resto proveniva da altri Paesi dell’Unione Europea o da importazioni estere.

In termini pratici questo significa che più del doppio dell’olio venduto in Italia non è prodotto da olive italiane — un dato che sorprende, soprattutto in un Paese dove l’extravergine è simbolo di qualità e tradizione gastronomica.

Giacenze e dipendenza dalle importazioni

Al 31 maggio 2025 le giacenze totali di olio da olive in Italia ammontavano a circa 190.638 tonnellate, in calo del 7 % rispetto al mese precedente e del 6,2 % rispetto all’anno precedente. Di queste giacenze, circa il 71,1 % era olio extravergine di oliva, ma solo il 45,9 % di queste scorte proveniva dall’Italia.

Questo equilibrio tra produzione interna e importazioni si riflette anche nella dipendenza strutturale dal mercato estero: per soddisfare il fabbisogno interno, l’Italia importa olio, soprattutto da paesi come Spagna, Grecia e Tunisia, i quali spesso producono volumi maggiori a costi inferiori.

Export in crescita: l’EVO italiano nel mondo

Nonostante le difficoltà interne, l’olio extravergine d’oliva italiano resta molto richiesto all’estero. Nei primi nove mesi del 2025, le esportazioni italiane di olio extravergine di oliva hanno raggiunto circa 303.000 tonnellate, con un incremento del +17 % rispetto all’anno precedente, confermando la forte reputazione dell’EVO italiano nei mercati internazionali, in particolare in Nord America e Asia.

Questi dati indicano che, mentre in Italia non sempre consumiamo quello che produciamo, l’olio italiano ha comunque una forte domanda globale, spesso legata alla percezione di qualità e autenticità del prodotto.

DOP, IGP e olio biologico: potenziali non ancora pienamente sfruttati

Nonostante il valore aggiunto delle certificazioni di origine e qualità, come DOP e IGP, queste coprono ancora una piccola parte del totale: soltanto poco più del 5 % dell’olio in giacenza è DOP o IGP e circa l’8 % dell’olio extravergine lo è.

Analogamente, l’olio biologico, pur presente soprattutto in regioni come Toscana, Puglia, Sicilia e Umbria, rappresenta circa 16,3 % dell’EVO in giacenza, ma ha registrato un calo significativo rispetto all’anno precedente.

Cosa significano questi numeri per chi usa l’olio ogni giorno

Forse non ti serve sapere quanti tonnellate sono stoccate nei silos italiani, ma questi dati ti raccontano qualcosa di importante:

  • I prezzi dell’olio dipendono da produzione, scorte e importazioni, non solo da decisioni commerciali dei supermercati.
  • Non tutto l’olio venduto in Italia è italiano — e leggere l’etichetta di origine può fare davvero la differenza nella qualità che scegli.
  • L’olio italiano ha un mercato estero forte, segno che molti consumatori nel mondo apprezzano la tradizione e il sapore autentico dell’EVOO italiano.

Un piacere esserti stati d’aiuto.