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Packaging alimentare 2025: guida pratica per aziende e OSA

9 Settembre 2025
Garantisci un packaging alimentare sicuro: scopri come prevenire rischi chimici con le sostanze identificate dal Food Packaging Forum, guida pratica per OSA e aziende.

Il Food Packaging Forum (FPF), fondazione no-profit svizzera impegnata nella ricerca e comunicazione scientifica sugli imballaggi alimentari, ha recentemente pubblicato FCCprio, il primo database completo e sistematico delle sostanze chimiche a contatto con gli alimenti (Food Contact Chemicals – FCC). Questo strumento classifica oltre 15.000 sostanze in base alla loro pericolosità e al livello di esposizione documentata, diventando un punto di riferimento per la sicurezza del packaging alimentare lungo tutta la filiera.

FCCprio offre alle aziende alimentari e agli Operatori del Settore Alimentare (OSA) uno strumento scientificamente fondato per identificare sostanze potenzialmente rischiose, comprendere quali materiali a contatto con alimenti richiedono maggiore attenzione e migliorare la gestione del rischio chimico.

Una fotografia aggiornata dei rischi chimici nel packaging

Il database individua 1.222 sostanze prioritarie con caratteristiche di pericolo note, tra cui:

  • Ftalati, comunemente utilizzati come plastificanti, che possono interferire con il sistema endocrino e riproduttivo;

  • Metalli e metalloidi, come piombo e cadmio, tossici se ingeriti e accumulati nel corpo umano;

  • PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche), persistenti nell’ambiente e nell’organismo, già soggette a restrizioni normative in diversi Paesi.

Le sostanze prioritarie sono suddivise in quattro livelli di priorità, con il Livello 1 che include quelle con la maggiore evidenza di esposizione umana. Nonostante la classificazione, per oltre 12.300 sostanze (81%) non esistono dati armonizzati di pericolosità, sottolineando l’importanza di adottare precauzioni e verifiche rigorose sui materiali a contatto con alimenti.

Contesto normativo e importanza per gli OSA

Il packaging alimentare è regolato da normative europee e nazionali che impongono requisiti molto rigorosi sulla sicurezza dei materiali a contatto con gli alimenti, noti come MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti). Queste normative mirano a garantire che nessuna sostanza chimica pericolosa possa migrare dagli imballaggi verso gli alimenti, proteggendo così la salute dei consumatori. Per questo motivo, anche le aziende che non producono direttamente gli imballaggi, ma li utilizzano per confezionare i propri prodotti, hanno una responsabilità diretta: devono verificare che i fornitori rispettino pienamente tutti i requisiti di legge e che forniscano documentazione chiara e aggiornata sulla composizione dei materiali.

La mancata verifica dei materiali o l’utilizzo di packaging non conforme può comportare rischi significativi sia per la salute dei consumatori sia per l’azienda stessa. Le conseguenze possono includere richiami di prodotti, sanzioni amministrative, danni reputazionali e, in casi estremi, responsabilità legali dirette per l’OSA. Per questo motivo, è fondamentale che le aziende integrino controlli e procedure di verifica come parte integrante della loro gestione della sicurezza alimentare.

Alla luce dei dati contenuti nel database FCCprio del Food Packaging Forum, le aziende che utilizzano packaging alimentare devono adottare alcune misure concrete:

  • Richiedere ai fornitori documentazione completa e aggiornata sulle sostanze chimiche presenti nei materiali a contatto con gli alimenti. Questo include dichiarazioni di conformità, schede tecniche e informazioni dettagliate sui componenti chimici, in modo da avere piena tracciabilità e trasparenza.

  • Verificare la conformità alle sostanze prioritarie, con particolare attenzione a quelle indicate dal FPF come critiche, tra cui ftalati, PFAS e metalli pesanti come piombo e cadmio. Questi composti, se presenti oltre i limiti consentiti, possono migrare negli alimenti e rappresentare un rischio concreto per la salute.

  • Integrare controlli e verifiche nel piano HACCP, includendo procedure specifiche per monitorare i fornitori e assicurarsi che eventuali materiali a rischio vengano identificati prima dell’utilizzo. Questo approccio consente di prevenire esposizioni accidentali, contaminazioni dei prodotti e non conformità con la normativa vigente, rafforzando la gestione complessiva della sicurezza alimentare all’interno dell’azienda.

Esempi pratici di applicazione

Ad esempio, un produttore di snack confezionati deve assicurarsi che le pellicole plastiche o le buste interne non contengano ftalati oltre i limiti consentiti. Un’altra situazione riguarda il packaging in carta o cartone con rivestimenti: anche qui è fondamentale richiedere le schede tecniche e verificare l’assenza di PFAS o metalli.

Implementare questi controlli non solo riduce i rischi chimici, ma permette di:

  • Migliorare la fiducia dei consumatori;

  • Prevenire ritiri di prodotti o contestazioni;

  • Garantire la conformità alle normative nazionali ed europee;

  • Dimostrare trasparenza lungo tutta la filiera.

Il supporto di Reconsulting

Come partner specializzato nella gestione dell’HACCP, Reconsulting supporta le aziende nella definizione di procedure di controllo documentale verso i fornitori di packaging. Fidarsi solo delle dichiarazioni dei fornitori non è sufficiente: trasparenza, aggiornamenti regolari e certificazioni dettagliate sono indispensabili per ridurre i rischi chimici e garantire sicurezza alimentare.

Vuoi essere certo che il tuo packaging alimentare rispetti tutti i requisiti di sicurezza? Contattaci: Reconsulting ti aiuterà a impostare le corrette richieste documentali e ad aggiornare i tuoi piani HACCP, prevenendo rischi e non conformità.

Fonte: Food Packaging Forum (FPF)