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Rischi minori e privacy 2025

19 Settembre 2025
Quando si parla di bambini, la privacy non è un dettaglio: ogni scelta può tradursi in rischi concreti.

Minori e privacy: il Garante sanziona un asilo nido per uso illecito di foto e telecamere

La protezione della riservatezza dei minori non è un optional, ma un diritto fondamentale che va tutelato sin dalla primissima infanzia. A ricordarlo, ancora una volta, è stato il Garante per la protezione dei dati personali, che ha recentemente emesso un provvedimento nei confronti di un asilo nido italiano, colpevole di aver gestito in modo illecito le immagini dei piccoli ospiti e di aver installato sistemi di videosorveglianza senza adeguate garanzie.

Il caso: foto online e videosorveglianza invasiva

 L’intervento dell’Autorità è nato a seguito del reclamo di un genitore. Nel momento dell’iscrizione della figlia, una bambina di meno di tre anni, il padre si è trovato davanti a un modulo che lo obbligava a prestare il consenso alla raccolta e all’utilizzo delle immagini della minore. Foto e video che, secondo la prassi del nido, sarebbero poi stati diffusi anche online, ad esempio sui canali social della struttura.

Una condizione vincolante che, di fatto, negava al genitore la possibilità di iscrivere la figlia senza rinunciare a un diritto primario: la tutela della privacy. Il problema non si fermava qui. All’interno dell’asilo era presente un sistema di videosorveglianza in funzione anche durante le attività educative quotidiane. Telecamere accese non solo per ragioni di sicurezza, ma utilizzate in modo costante e pervasivo, senza le necessarie garanzie di legge e senza un’adeguata informazione alle famiglie.

Il provvedimento del Garante

 A seguito delle verifiche, il Garante ha riscontrato numerose violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali. In particolare, l’asilo:

  • aveva imposto ai genitori un consenso non realmente libero, in contrasto con i principi del GDPR;
  • aveva diffuso online immagini di bambini piccolissimi (tra i 3 e i 36 mesi), senza giustificazione e in violazione del principio di minimizzazione dei dati;
  • aveva installato un sistema di videosorveglianza non conforme, potenzialmente lesivo della dignità dei minori.

L’Autorità ha quindi ordinato l’immediata cessazione della diffusione delle foto, la cancellazione delle immagini già pubblicate e la sospensione dell’uso illecito delle telecamere. Inoltre, è stata comminata una sanzione pecuniaria di 10.000 euro all’asilo nido, a titolo di responsabilità per il trattamento illecito dei dati.

Rischi per la dignità dei bambini

Oltre all’aspetto sanzionatorio, il provvedimento assume un forte valore simbolico. L’Autorità ha ribadito che la dignità e la riservatezza dei bambini devono essere tutelate con la massima attenzione, soprattutto in una fase così delicata come la prima infanzia.

Le immagini dei minori non sono semplici fotografie: costituiscono dati personali particolarmente sensibili, che possono esporre i soggetti a rischi concreti se diffuse in modo improprio, specialmente online. Non è accettabile subordinare l’accesso a un servizio educativo – come l’iscrizione a un nido – alla rinuncia a diritti fondamentali.

Una responsabilità condivisa

Il caso mette in luce anche un aspetto culturale: troppo spesso, foto e video di bambini vengono considerati contenuti “innocui”, da condividere liberamente sui social o sui siti istituzionali. In realtà, le conseguenze di una gestione superficiale possono essere molto serie.

È dunque essenziale che:

  • le scuole e gli asili adottino regolamenti chiari e rispettosi della normativa, evitando pratiche scorrette o eccessivamente invasive;
  • i genitori siano informati in modo trasparente sui trattamenti di dati e possano esprimere un consenso davvero libero e consapevole;
  • le istituzioni vigilino e intervengano tempestivamente in caso di abusi, come è avvenuto in questo episodio.

Cosa possono fare le strutture educative

Per evitare di incorrere in sanzioni, ma soprattutto per garantire un ambiente sicuro e rispettoso ai bambini, le strutture educative dovrebbero adottare alcune misure fondamentali:

  1. Limitare la raccolta di dati al minimo necessario, evitando la diffusione pubblica di immagini dei minori.
  2. Richiedere un consenso realmente libero, che non sia condizione vincolante per l’accesso ai servizi.
  3. Regolamentare l’uso di telecamere solo per esigenze strettamente di sicurezza, con sistemi attivati al di fuori delle attività didattiche e informando in modo chiaro i genitori.
  4. Formare il personale sugli obblighi in materia di privacy e protezione dei dati.
  5. Appoggiarsi a consulenti esperti per predisporre policy adeguate e aggiornate alla normativa.

Il messaggio del Garante è chiaro: la privacy non è un lusso, ma un diritto, e quando riguarda i bambini diventa ancora più preziosa. Le strutture educative hanno il compito non solo di crescere i piccoli, ma anche di difenderne la dignità e la riservatezza.

Ed è proprio qui che entra in gioco l’importanza di affidarsi a professionisti del settore. Reconsulting offre alle scuole, agli asili e a tutte le organizzazioni un supporto qualificato per garantire il rispetto della normativa privacy, prevenendo rischi, sanzioni e danni reputazionali.

Se gestisci una struttura educativa e vuoi assicurarti di proteggere davvero i diritti dei bambini e delle famiglie, contatta Reconsulting: insieme possiamo costruire ambienti sicuri, conformi e rispettosi della dignità di tutti.