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Dal cacao alle uova di Pasqua: 5 brand che puntano sulla sostenibilità

5 Maggio 2026

Ogni Pasqua, le uova di cioccolato tornano a far capolino sui nostri scaffali, con le loro confezioni colorate e le sorprese nascoste. Ma attorno a quel guscio cioccolatoso c’è più di una sorpresa

C’è una storia che attraversa piantagioni lontane, comunità agricole e filiere complesse e ha come protagonista il cacao.

Lo scorso anno ci siamo soffermati sulla rana verde della certificazione Rainforest Alliance, simbolo riconoscibile di cioccolato sostenibile. Quest’anno vogliamo fare un passo in più: scoprire come alcune aziende specifiche, molto conosciute stanno mettendo la sostenibilità al centro della loro produzione, dalla fava alla tavoletta o all’uovo di cioccolato.

Una filiera lunga che parte dalle piantagioni

Il cacao è una delle materie prime più importanti per l’industria dolciaria, ma anche una delle più complesse da gestire. Gran parte della produzione mondiale proviene da piccoli agricoltori in Africa occidentale, America Latina e Asia.

Negli ultimi anni diverse aziende hanno avviato programmi per rendere questa filiera più trasparente, intervenendo su pratiche agricole, tutela degli ecosistemi e sviluppo delle comunità locali.

La tracciabilità delle materie prime è inoltre un elemento centrale anche per la sicurezza alimentare: nei sistemi basati sui principi HACCP consente infatti di monitorare l’origine degli ingredienti e garantire controlli lungo tutta la catena produttiva.

Il modello “dalla fava alla tavoletta” di Lindt & Sprüngli

Tra i programmi più strutturati nel settore c’è il Lindt & Sprüngli Farming Program, avviato nel 2008.

Oggi coinvolge oltre 118.000 agricoltori in sette paesi produttori, tra cui Ghana, Costa d’Avorio, Ecuador, Madagascar e Perù.

L’azienda trasforma direttamente all’interno del proprio processo industriale le fave di cacao in massa destinata alla produzione del cioccolato, seguendo il modello “dalla fava alla tavoletta”, che permette un maggiore controllo della filiera.

Secondo i dati aziendali, il 100% dei queste fave è tracciabile fino all’origine, mentre nel 2024 oltre l’84% del cacao complessivo proveniva da programmi di approvvigionamento responsabile. L’obiettivo è arrivare al 100% entro il 2025.

Loacker: lavorare con le cooperative agricole

Anche Loacker ha sviluppato un proprio Cocoa Farming Program, lavorando con cooperative di agricoltori in Ecuador e Costa d’Avorio.

Accanto agli aspetti agricoli vengono promosse iniziative sociali nelle comunità locali, come attività di sensibilizzazione sul lavoro minorile e programmi di sostegno all’istruzione.

Secondo i dati aziendali, il 100% della massa di cacao utilizzata nei prodotti Loacker proviene dal Cocoa Farming Program.

Cacao Barry e l’agroforestazione

Il marchio Cacao Barry collabora con il programma Cocoa Horizons, che punta a migliorare le condizioni economiche degli agricoltori e la sostenibilità ambientale delle coltivazioni.

Tra le pratiche promosse c’è l’agroforestazione, un sistema agricolo che integra alberi e coltivazioni, contribuendo a migliorare la fertilità del suolo e la biodiversità.

Negli ultimi anni il programma ha avviato anche progetti di ripristino forestale, tra cui il recupero di circa 300 ettari di foresta nella regione di Agbo, in Costa d’Avorio.

Il programma Cocoa Life di Milka

Milka, marchio del gruppo Mondelēz International, utilizza il programma globale Cocoa Life per l’approvvigionamento del cacao.

Il progetto coinvolge centinaia di migliaia di agricoltori e mira a migliorare sia la produttività agricola sia le condizioni di vita delle comunità locali.

Tra i risultati dichiarati ci sono oltre 243.000 agricoltori coinvolti e più di 8,5 milioni di alberi piantati, con l’obiettivo di rendere le coltivazioni più resilienti e sostenibili nel tempo.

Con l’aumento dell’attenzione verso questi temi, molte aziende hanno iniziato a comunicare il proprio impegno ambientale e sociale.

Per capire quanto queste iniziative siano concrete, uno degli elementi più utili resta la trasparenza: programmi strutturati, obiettivi chiari e report pubblici aiutano a comprendere meglio il lavoro che c’è dietro la produzione del cioccolato.

La prossima volta che romperemo un uovo di Pasqua penseremo probabilmente prima alla sorpresa. Ma dietro ogni pezzo di cioccolato c’è una filiera lunga migliaia di chilometri — e sempre più aziende stanno cercando di renderla un po’ più sostenibile.