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Attenzione a quei 2: richiamo per moringa e coriandolo

30 Aprile 2026

Controlla due prodotti che potresti avere in dispensa, c’è stato un serio richiamo per i semi di coriandolo e la polvere di moringa.

Due ingredienti presenti in molte cucine e sempre più diffusi anche nei prodotti salutistici sono stati oggetto di un richiamo del Ministero della Salute.

Si tratta di semi di coriandolo e polvere di moringa, prodotti che forse non tutti conoscono bene ma che possono trovarsi in spezie, integratori, alimenti biologici e preparazioni etniche. Il motivo dei richiami riguarda possibili rischi per la salute, per questo è importante verificare se si hanno in casa i lotti segnalati.

Richiamo dei semi di coriandolo: cosa sono e perché sono stati ritirati

Il primo richiamo riguarda un lotto di semi di coriandolo a marchio TRS, ritirato dal mercato per la presenza di clorpirifos, una sostanza usata come pesticida e non autorizzata nell’Unione Europea perché ritenuta potenzialmente pericolosa.

Facciamo un passo indietro prima: cosa sono esattamente i semi di coriandolo? Sono i piccoli semi essiccati della pianta del coriandolo, una spezia molto utilizzata in tante cucine del mondo. Hanno un aroma intenso e leggermente agrumato e vengono spesso usati interi o macinati.

Si possono trovare in:

  • miscele di spezie come curry, garam masala e masala indiani;
  • piatti della cucina asiatica, mediorientale e latinoamericana;
  • pane e prodotti da forno speziati;
  • conserve e sottaceti;
  • alcuni salumi e insaccati;
  • tisane e infusi digestivi.

Anche chi pensa di non usare il coriandolo potrebbe averlo in dispensa senza saperlo, soprattutto se acquista mix di spezie pronti o prodotti etnici.

Il prodotto richiamato è venduto in confezioni da 100 grammi, con numero di lotto 5 226L4 e termine minimo di conservazione 08/2027. Se corrisponde a quello acquistato, è meglio non consumarlo.

Richiamo della polvere di moringa: cos’è e dove si usa

Il secondo richiamo riguarda un lotto di polvere di moringa biologica a marchio Erbavoglio. In questo caso il richiamo è dovuto alla possibile presenza di Salmonella, un batterio che può provocare disturbi gastrointestinali come febbre, nausea, vomito, crampi addominali e diarrea.

La moringa, forse meno conosciuta rispetto ad altre piante, è ricavata dalle foglie di Moringa oleifera, una pianta originaria di Asia e Africa spesso definita “albero miracoloso” per le sue proprietà nutritive. Una volta essiccate, le foglie vengono ridotte in una polvere verde usata come integratore o ingrediente alimentare.

Negli ultimi anni la moringa è diventata popolare soprattutto nel mondo del benessere ed è presente in molti prodotti, spesso senza che il consumatore ne sia pienamente consapevole. Si può trovare in:

  • integratori in polvere o capsule;
  • smoothie e frullati “superfood”;
  • tè, tisane e infusi;
  • barrette energetiche e snack salutistici;
  • prodotti biologici e naturali;
  • zuppe, salse e ricette vegane;
  • mix per bevande funzionali e prodotti detox.

Il lotto richiamato è venduto in confezioni da 200 grammi, con numero di lotto MPCHS1224 e termine minimo di conservazione 31/12/2027.

Un precedente che fa riflettere

Questo richiamo arriva dopo una precedente segnalazione legata a un integratore a base di moringa, associato a casi di salmonellosi anche resistenti agli antibiotici. Un episodio che aveva già acceso l’attenzione sulla sicurezza di questa materia prima e sull’importanza dei controlli lungo la filiera produttiva.

Situazioni di questo tipo ricordano quanto sia fondamentale non sottovalutare gli avvisi delle autorità sanitarie, anche quando riguardano prodotti naturali o di largo consumo.

Cosa fare se hai acquistato questi prodotti

Il Ministero della Salute invita, a scopo precauzionale, a non consumare i prodotti dei lotti segnalati. Chi li possiede può riportarli al punto vendita per ottenere rimborso o sostituzione.

Anche alimenti comuni come spezie o polveri naturali possono essere soggetti a richiami, per questo è sempre utile controllare etichette, lotti e scadenze per una maggiore sicurezza alimentare.