Allergeni: novità su sesamo e frutta a guscio
Mentre in Europa c’è il Regolamento UE 1169/2011 con i 14 allergeni dove il sesamo già è riconosciuto come allergene (e altri), negli USA alcuni allergeni oggi non sono stati ancora riconosciuti come sostanze allergeniche ufficiali, ma le normative e le indicazioni vengono invece sviluppate di volta in volta tenendo conto delle specifiche esigenze della popolazione americana. La FDA (Food and Drug Administration) è l’agenzia federale statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America. A questo riguardo, la FDA ha pubblicato una guida per gli esperti del settore alimentare che esplora il tema degli allergeni, confermando che gli allergeni alimentari sono i seguenti:
Latte, Uova, Pesce, Crostacei, Arachidi, Frutta a guscio, Grano, Soia, Sesamo.
Tra le principali novità: il sesamo è stato inserito tra gli allergeni da dichiarare obbligatoriamente e cambia la classificazione della frutta a guscio.
Sesamo
Con l’ultima revisione della guida “Questions and Answers Regarding Food Allergen Labeling” (quinta edizione), la FDA ha incluso ufficialmente il sesamo tra gli allergeni principali. Da ora in poi, anche il sesamo dovrà essere chiaramente segnalato in etichetta, come già avviene per gli altri.
Ciò significa che, anche quando presente in tracce o in quantità molto ridotte, la sua presenza deve essere dichiarata chiaramente.
Le aziende alimentari sono quindi tenute ad aggiornare le etichette e i propri piani di sicurezza alimentare, introducendo indicazioni chiare come ad esempio:
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“Contiene sesamo”
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Oppure, all’interno della lista ingredienti: “olio di sesamo (contiene sesamo)”
Questo approccio elimina qualsiasi margine di ambiguità e riduce i rischi per i consumatori allergici, che necessitano di informazioni immediate e facilmente leggibili.
Esempio pratico:
Ingredienti: riso, pomodoro, burro (contiene latte), semi tostati di sesamo (contiene sesamo).
Frutta a guscio
Oltre al sesamo, la FDA ha aggiornato anche le regole relative alla frutta a guscio. In precedenza, era sufficiente indicare la dicitura generica “contiene frutta a guscio”. Oggi, invece, le aziende devono riportare esplicitamente la specie della noce o seme utilizzato.
Questo cambiamento riflette l’importanza di distinguere i diversi tipi di frutta a guscio, poiché non tutte provocano le stesse reazioni allergiche e la gravità dei sintomi può variare.
La lista ufficiale della FDA ora include:
- Mandorla (Amygdalus communis L)
- Noce nera (Juglans nigra)
- Noce del Brasile (Bertholletia excelsa)
- Noce della California (Juglans californica)
- Noci di Acagiù (Anacardium occidentale)
- Nocciola / Filbert (Corylus avellana)
- Noce del cuore / Noce giapponese (Juglans ailantifolia var. cordiformis)
- Noce di macadamia / Bush nut o noci del Queensland (Macadamia ternifolia)
- Pecan (Carya illinoinensis)
- Pinoli (Pinus spp.)
- Pistacchio (Pistacia vera)
- Noce inglese / persiana (Juglans regia)
Grazie a questa precisazione, i consumatori hanno un’informazione più chiara e mirata, utile non solo per chi soffre di allergie, ma anche per chi deve seguire diete particolari.
Adeguamento degli integratori alimentari
Un aspetto importante da sottolineare è che le nuove regole non si limitano agli alimenti tradizionali. Anche gli integratori alimentari – come vitamine, proteine, minerali e altri supplementi – sono soggetti agli stessi obblighi di etichettatura.
Questo significa che anche i produttori di integratori devono:
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rivedere le proprie formulazioni,
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aggiornare le etichette,
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formare il personale interno sui nuovi requisiti.
In caso contrario, si rischiano sanzioni, richiami di prodotto e danni di immagine per il marchio.
Perché è importante una corretta etichettatura?
Un’informazione chiara, trasparente e completa in etichetta non è solo un requisito legale, ma soprattutto uno strumento di tutela della salute. Per chi soffre di allergie, infatti, leggere correttamente una lista ingredienti significa poter scegliere in sicurezza, evitare conseguenze anche gravi e vivere la propria quotidianità con maggiore serenità.
Le aziende hanno quindi una responsabilità etica oltre che legale: garantire prodotti correttamente etichettati vuol dire rispettare il consumatore, costruire fiducia e rafforzare la reputazione del proprio marchio, anche in ottica internazionale.
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