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20 maggio per le Api: il vero valore del miele italiano

20 Maggio 2026

Il 20 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Api, istituita dalle Nazioni Unite nel 2017 per sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese sull’importanza degli impollinatori.

Una ricorrenza che riguarda da vicino non solo l’ambiente, ma anche il settore agroalimentare, la biodiversità e il futuro delle produzioni agricole.

Le api e gli altri insetti impollinatori svolgono infatti un ruolo fondamentale negli ecosistemi naturali e agricoli, contribuendo alla riproduzione di migliaia di specie vegetali e sostenendo l’equilibrio ambientale da cui dipende gran parte della vita sul pianeta.

Senza impollinatori, una parte del nostro cibo scomparirebbe

Api, farfalle, sirfidi e altri insetti impollinatori svolgono un ruolo essenziale nella riproduzione delle piante. Secondo le stime internazionali, circa il 75% delle colture agricole mondiali dipende, almeno in parte, dall’impollinazione animale, mentre oltre l’85% delle piante selvatiche necessita dell’azione degli impollinatori per riprodursi.

Frutta, ortaggi, semi oleosi, spezie e numerose produzioni agricole che arrivano quotidianamente sulle nostre tavole esistono grazie a questo equilibrio biologico spesso invisibile.

La perdita progressiva degli impollinatori non rappresenta quindi soltanto un problema ambientale: coinvolge direttamente la biodiversità, la produttività agricola e la capacità degli ecosistemi di mantenersi in equilibrio.

In Italia esistono oltre 1.000 specie appartenenti al gruppo degli apoidei, che comprende api domestiche e selvatiche. Tra queste si contano quattro sottospecie di ape mellifera, di cui due endemiche: la ligustica e la sicula, considerate un patrimonio di biodiversità del nostro Paese.

Perché api e impollinatori sono sempre più a rischio

Negli ultimi decenni le popolazioni di insetti impollinatori hanno registrato un preoccupante declino.

L’agricoltura intensiva, la frammentazione degli habitat naturali, i cambiamenti climatici, la diffusione di specie invasive e l’impiego non corretto di pesticidi sono tra le principali cause della riduzione delle popolazioni di api e altri impollinatori.

A livello globale, oltre il 40% degli impollinatori invertebrati è considerato a rischio.

Quando gli habitat si riducono o diventano isolati, gli impollinatori incontrano maggiori difficoltà nel trovare nutrimento, riprodursi e spostarsi tra le aree naturali, con conseguenze che si riflettono sull’intero equilibrio ecologico.

LIFE PolliNetwork: una rete per proteggere gli impollinatori

Tra le iniziative più rilevanti in Italia vi è il progetto LIFE PolliNetwork, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma LIFE insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e alla Fondazione Cariplo.

L’obiettivo del progetto è ripristinare habitat favorevoli agli impollinatori e creare una rete ecologica nazionale attraverso le cosiddette “Buzz Lines”, veri e propri corridoi verdi costituiti da siepi, prati fioriti e aree naturali collocate lungo infrastrutture, strade e zone agricole, così da favorire il movimento e la sopravvivenza delle specie.

Le attività comprendono la semina di specie nettarifere e pollinifere autoctone, la creazione di siti di nidificazione per api solitarie, il monitoraggio scientifico delle popolazioni e il coinvolgimento di agricoltori, enti locali e cittadini.

Il progetto coinvolge dieci regioni italiane e punta a rafforzare la connessione tra habitat naturali, dimostrando come la tutela della biodiversità possa essere costruita attraverso interventi concreti sul territorio.

L’uso dei fitosanitari: un equilibrio delicato

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda l’impatto dei prodotti fitosanitari sugli impollinatori.

Negli ultimi anni, il Tavolo tecnico dell’Intesa Nazionale per le buone pratiche agricole e la salvaguardia degli impollinatori, coordinato dall’Osservatorio Nazionale Miele, ha sviluppato strumenti informativi per aiutare operatori agricoli e tecnici a comprendere la tossicità delle sostanze attive autorizzate in Italia nei confronti delle api e di altri apoidei.

Non si parla soltanto di effetti tossici immediati, ma anche di effetti subletali, più difficili da individuare ma altrettanto dannosi, capaci di compromettere orientamento, capacità riproduttiva e sopravvivenza delle colonie.

La diffusione di buone pratiche agricole e un utilizzo consapevole dei fitosanitari rappresentano oggi strumenti importanti per limitare l’impatto sulle specie impollinatrici e favorire una maggiore convivenza tra attività agricole e biodiversità.

Perché ne parliamo anche noi

Negli ultimi anni, la produzione italiana ha dovuto affrontare importanti difficoltà legate ai cambiamenti climatici, alle anomalie stagionali e alla riduzione delle rese produttive. In molti territori le quantità disponibili sono diminuite sensibilmente, rendendo il miele un prodotto sempre più prezioso e da valorizzare.

Proprio per questo motivo diventa fondamentale prestare attenzione a come il miele viene trattato lungo tutta la filiera, dalla raccolta fino alla trasformazione e al confezionamento. Una gestione accurata della materia prima è essenziale per preservarne caratteristiche organolettiche, proprietà naturali, autenticità e qualità finale.

Temperatura di lavorazione, tempi di conservazione, corretta gestione dei processi e tracciabilità rappresentano elementi fondamentali per garantire un prodotto di qualità al consumatore e valorizzare una produzione che, soprattutto in Italia, rimane limitata e fortemente legata al territorio.

Allo stesso tempo, la ridotta disponibilità di miele italiano rende ancora più importante contrastare fenomeni di sofisticazione e frodi alimentari, che rischiano di penalizzare produttori seri e consumatori, oltre a compromettere il valore del vero Made in Italy.

La Giornata Mondiale delle Api diventa quindi anche un momento per ricordare quanto sia importante tutelare non solo gli impollinatori, ma anche il valore del miele come prodotto d’eccellenza, promuovendo qualità, trasparenza e rispetto per il lavoro degli apicoltori italiani.