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Sicurezza e frodi alimentari: le novità della Legge 75/2026

7 Giugno 2026

Giornata mondiale della sicurezza alimentare: con la legge 75/2026 cambia il contrasto alle frodi agroalimentari

Il 7 giugno si celebra la Giornata mondiale della sicurezza alimentare, istituita dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sull’importanza di garantire cibo sicuro, tracciabile e conforme agli standard di qualità lungo tutta la filiera produttiva. Un tema che in Italia assume una rilevanza particolare, considerato il valore economico, culturale e identitario del patrimonio agroalimentare nazionale.

Quest’anno la ricorrenza cade in un momento significativo per il settore. Da pochi giorni è infatti entrata in vigore la Legge 75/2026 sulle frodi alimentari, una riforma che introduce un profondo riassetto del sistema sanzionatorio e dei controlli nel comparto agroalimentare.

Come evidenziato nella relazione illustrativa del provvedimento, l’obiettivo è quello di offrire una maggiore tutela in materia di reati agroalimentari, intervenendo sulla specificità delle condotte sanzionate, sull’inasprimento delle pene, sulla tracciabilità dei prodotti e sul sistema dei controlli.

La nuova normativa rappresenta un passaggio storico per il diritto agroalimentare italiano. Se il precedente impianto era prevalentemente orientato a reprimere gli illeciti una volta verificati, la riforma punta invece a rafforzare gli strumenti di prevenzione e vigilanza lungo l’intera filiera. Non si tratta soltanto di un aggiornamento delle sanzioni, ma di un cambiamento di prospettiva che attribuisce al settore agroalimentare una rilevanza strategica sotto il profilo economico, sociale e reputazionale.

Le frodi alimentari diventano un reato specifico

La novità più rilevante è l’introduzione nel Codice penale del reato di frode alimentare. Viene punito chi commercializza alimenti o bevande che risultano difformi rispetto a quanto dichiarato per origine, provenienza, qualità o quantità.

Diventa inoltre reato l’utilizzo di indicazioni, segni distintivi o rappresentazioni, anche figurative, false o ingannevoli, idonee a trarre in errore il consumatore. Per contrastare fenomeni considerati particolarmente lesivi per il mercato e per la fiducia dei cittadini, il legislatore ha previsto la possibilità di ricorrere a strumenti investigativi tipici delle indagini più complesse, comprese intercettazioni e operazioni sotto copertura.

L’intervento segna una svolta culturale prima ancora che giuridica: la tutela non riguarda più soltanto la salute pubblica o la correttezza degli scambi commerciali, ma anche la protezione del valore economico e dell’identità delle produzioni agroalimentari italiane.

Tracciabilità e controlli più stringenti

Uno dei pilastri della riforma riguarda il rafforzamento della tracciabilità. La legge introduce nuovi strumenti per monitorare i flussi produttivi e commerciali, nella convinzione che la prevenzione delle frodi debba partire dalla possibilità di ricostruire con precisione il percorso degli alimenti.

Particolare attenzione viene riservata alla filiera bufalina, per la quale viene istituito il Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati all’interno del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN). Contestualmente viene previsto un Piano straordinario di controllo nazionale per le produzioni certificate.

L’obiettivo è garantire una maggiore trasparenza nelle filiere ad alto valore aggiunto, spesso esposte al rischio di contraffazioni e utilizzi impropri delle denominazioni di origine.

Sanzioni proporzionate al fatturato

Tra gli aspetti più innovativi figura l’introduzione di sanzioni amministrative parametrate al fatturato dell’impresa. Le violazioni relative alle informazioni al consumatore, all’indicazione degli ingredienti o dell’origine dei prodotti non saranno più punite esclusivamente con importi fissi.

Il legislatore recepisce così l’orientamento europeo che richiede sanzioni “effettive, proporzionate e dissuasive”. Per le grandi aziende il rischio economico potrebbe diventare significativamente più elevato rispetto al passato, rafforzando l’effetto deterrente della norma.

Stretta sulle denominazioni lattiero-casearie

La riforma interviene anche sul cosiddetto fenomeno del “milk sounding“, ossia l’utilizzo di denominazioni tipiche del settore lattiero-caseario per prodotti di origine vegetale.

Le nuove disposizioni prevedono sanzioni e sequestro immediato delle merci e del materiale pubblicitario in caso di utilizzo improprio di termini come “latte”, “formaggio” o denominazioni analoghe. Si tratta di una scelta che mira a dare piena attuazione alla tutela delle denominazioni lattiero-casearie prevista dalla normativa europea ma finora priva di un sistema sanzionatorio nazionale organico.

La Cabina di regia per i controlli agroalimentari

A coordinare il nuovo sistema di vigilanza sarà la Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare, istituita presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

La sua funzione sarà quella di favorire il coordinamento tra i numerosi organismi che operano nel settore dei controlli ufficiali, superando sovrapposizioni e frammentazioni che negli anni hanno spesso generato inefficienze.

Le criticità interpretative

Non mancano tuttavia alcuni interrogativi applicativi. L’avvocata Neva Monari, esperta di diritto alimentare, sottolinea come la riforma si inserisca in un quadro normativo già fortemente influenzato dal diritto europeo.

Secondo la giurista, alcune nuove fattispecie potrebbero sovrapporsi alle disposizioni previste dal Regolamento UE 1169/2011 sulle pratiche leali d’informazione e alla disciplina sulle pratiche commerciali scorrette. Sarà quindi necessario chiarire i rapporti tra sanzioni penali, amministrative e concorrenziali per evitare incertezze applicative.

Anche il nuovo istituto del “blocco ufficiale temporaneo” delle merci presenta aspetti che richiederanno un coordinamento con gli strumenti già esistenti nel sistema dei controlli ufficiali.

Una nuova fase per il settore agroalimentare

Nel giorno in cui il mondo richiama l’attenzione sul tema della sicurezza alimentare, l’Italia inaugura una nuova stagione normativa che punta a rafforzare la tutela dei consumatori, delle imprese corrette e delle produzioni di qualità.

La Legge 75/2026 non si limita ad aumentare le sanzioni: ridefinisce il ruolo strategico dell’agroalimentare nel sistema economico nazionale e introduce una logica di prevenzione, tracciabilità e controllo destinata a incidere profondamente sull’organizzazione delle filiere produttive. Resta ora da verificare come le nuove norme verranno applicate nella pratica e se riusciranno a coniugare efficacia dei controlli, certezza del diritto e competitività delle imprese.

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