Cos’è l’oblio oncologico?
Per «diritto all’oblio oncologico» si intende il diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non fornire informazioni né subire indagini in merito alla propria pregressa condizione patologica.
Ma cosa significa nella vita di tutti i giorni?
Significa che chiedere un mutuo in banca, partecipare a un concorso, adottare un bambino non sarà più un ostacolo per le persone che sono guarite da un tumore.
La legge del 7 dicembre 2023, n. 193 introduce il diritto all’oblio a seguito di guarigione e si applica qualora il trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di 10 anni alla data della richiesta o dopo 5 anni nel caso in cui la patologia sia insorta prima del compimento del ventunesimo anno di età.
In particolare, le persone che hanno sconfitto un tumore non saranno più tenute a fornire informazioni sulla malattia pregressa per accedere a servizi bancari, finanziari e assicurativi, a procedure concorsuali, al lavoro e alla formazione professionale.
A vigilare sull’applicazione delle disposizioni di legge sarà il garante per la protezione dei dati personali.
Si tratta di una decisione importantissima, che ci allinea ad altri Paesi europei che negli ultimi anni hanno adottato una legge sull’oblio oncologico, come Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda e Portogallo. Inoltre, la legge sancisce un grande cambiamento culturale nei confronti degli ex pazienti oncologici, che si considerano guariti non solo sotto il profilo medico ma anche sul piano culturale e sociale.
Dal punto di vista etico, questa legge è importante poiché sottolinea la dignità di ogni individuo e solleva anche considerazioni sulla vulnerabilità umana.
Questa legge è un messaggio di speranza e di rinascita per milioni di persone. Per chi ha affrontato e vinto una battaglia contro il cancro, il diritto all’oblio oncologico non è solo una questione di privacy, ma un riconoscimento della loro completa guarigione,
In questo modo, si sottolinea che queste persone possono e hanno il diritto di tornare a condurre una vita normale, non solo dal punto di vista clinico, ma anche nella percezione sociale.
Finalmente, il passato non sarà più un ostacolo per guardare al futuro con fiducia, senza essere etichettati o discriminati. È un passo avanti che celebra la resilienza umana e restituisce dignità e opportunità a chi merita di vivere una vita piena e libera da pregiudizi.
La platea che potrebbe godere degli effetti del diritto all’oblio oncologico è molto vasta; secondo i dati AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica), nel nostro Paese sono 3,6 milioni le persone che hanno avuto una diagnosi di cancro. Di questi, il 27%, circa 1 milione, può essere considerato guarito.
Siamo ancora in attesa dell’effettiva applicazione di questa legge, ma intanto, cosa ne pensate?