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La nanotecnologia e i rischi nel settore alimentare

25 Novembre 2024
Vi ricordate la proposta NAMsNANO? Le aziende alimentari stanno esplorando il mondo della nanotecnologia, ma in che modo?

L’industria del food continua ad evolversi e innovarsi, orientata verso tecnologie più sofisticate, nuovi materiali da scoprire o semplicemente verso la manipolazione di materie già esistenti.

Infatti, il settore è in costante ricerca di nuovi materiali e ingredienti per migliorare le proprietà chimico-fisiche dei prodotti alimentari.

Da sempre, le aziende alimentari, insieme a laboratori specializzati si impegnano a studiare ed esplorare il mondo dei nanomateriali, con l’obiettivo di individuare nanoparticelle con caratteristiche e funzioni diverse da quelle convenzionali.

Questa branca della scienza e delle tecnologie applicate è, ad oggi, conosciuta come “nanotecnologia“.

Parliamo di particelle di dimensioni estremamente piccole, ottenute tramite interventi ingegneristici, con le quali è possibile trasformare strutture atomiche già esistenti in componenti con diverse proprietà chimico-fisiche.

Queste nanoparticelle, derivanti da fibre naturali o processi industriali, possono essere organiche e inorganiche e, a seconda delle loro funzionalità, vengono aggiunte agli alimenti sottoforma di additivi alimentari conferendo all’alimento una certa stabilità.

L’uso dei nanomateriali si estende a vari settori, tra cui l’industria elettronica, automobilistica, tessile, agroalimentare, cosmetica e farmaceutica. Ad esempio, la nanocellulosa può essere impiegata nella produzione di imballaggi o “novel food”.

Le aziende dedicate all’applicazione delle nanotecnologie hanno colto, quindi, nuove opportunità al fine di offrire al consumatore un prodotto con proprietà sensoriali particolari o a lunga conservazione garantendo comunque la sicurezza dei consumatori.

Negli ultimi anni, si è parlato anche di possibili effetti cancerogeni legati alla loro applicazione in diretto contatto con l’uomo (attraverso alimentazione, farmaci e cosmetici).

La Fondazione AIRC (l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) segnala studi che evidenziano i possibili rischi dei nanomateriali e quindi che ne mettono in discussione la sicurezza. La comunità scientifica sta conducendo ricerche più dettagliate sugli effetti delle nanoparticelle sull’uomo.

Per poter individuare e valutare i potenziali rischi dovuto all’utilizzo delle nanotecnologie nel settore alimentare, l’EFSA in data 16 settembre ha emesso un nuovo rapporto sul progetto “NAMsNANO” che mette a disposizione metodologie valide per contribuire e migliorare le valutazioni della sicurezza, utilizzando modelli che simulano le condizioni negli esseri umani.

Data la varietà di nanomateriali (differenti per struttura, dimensione, caratteristiche e composizione) e i possibili effetti derivanti da un uso e metodo scorretto, non può che confermare la difficoltà nell’effettuare una loro valutazione scientifica completa.

Il progetto “NAMsNANO” mira a stabilire standard scientifici utili a valutare la sicurezza dei nanomateriali, con l’unico scopo di proteggere i consumatori, senza limitare l’innovazione e la crescita del settore alimentare e di tanti altri settori secondari.

Fonte: https://www.efsa.europa.eu/it/news/nanotechnology-promoting-uses-new-assessment-methods?etrans=it