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Plastica negli imballaggi: il nuovo rapporto EFSA 2025

17 Novembre 2025

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato un nuovo rapporto tecnico sul rilascio di micro e nanoplastiche dai materiali in plastica a contatto con alimenti e bevande.

Il documento rappresenta un aggiornamento fondamentale per la valutazione dei materiali a base di plastica utilizzati negli imballaggi alimentari, affrontando un tema centrale per la sicurezza e la sostenibilità della filiera agroalimentare europea.
In un contesto in cui questi materiali sono largamente utilizzati per garantire conservazione, trasporto e igiene degli alimenti, comprendere il rilascio di micro e nanoplastiche è essenziale per definire strategie di sicurezza e conformità regolatoria.

Una revisione sistematica di oltre 1.700 studi sui materiali plastici

Il rapporto EFSA si basa su una revisione sistematica della letteratura scientifica pubblicata tra il 2015 e il gennaio 2025.
Sono stati analizzati oltre 1.700 studi sui materiali a contatto con alimenti, di cui 122 selezionati per l’analisi dettagliata dei dati.
Oltre a questi, otto studi supplementari sono stati inclusi per fornire un contesto più ampio sull’utilizzo della plastica nei packaging alimentari e sulle metodologie sperimentali adottate, offrendo così una visione completa del fenomeno.

Microplastica più studiata della nanoplastica

Dall’analisi emerge che la maggior parte delle ricerche si concentra sulla microplastica, mentre le informazioni disponibili sulle nanoplastiche restano limitate e frammentarie.
La quasi totalità degli studi ha utilizzato acqua o simulanti alimentari acquosi come mezzo di contatto con i materiali, mentre i test condotti su alimenti reali rimangono ancora marginali.
Questo evidenzia la necessità di estendere le indagini anche ai prodotti alimentari concreti, per ottenere dati più rappresentativi della reale esposizione dei consumatori.

Criticità metodologiche negli studi

Il rapporto EFSA mette in luce significative carenze metodologiche negli studi, che riguardano in particolare:

  • le condizioni di prova, spesso non standardizzate,
  • la preparazione dei campioni, con possibili contaminazioni,
  • e l’affidabilità dei dati analitici, soprattutto per le particelle più piccole.

Le principali difficoltà sono legate all’identificazione e al conteggio delle particelle, che mostrano frequenti incertezze dovute ai limiti delle tecniche attuali e alla complessità dei materiali testati.

Cosa dicono le evidenze sui materiali plastici

Le evidenze confermano che il rilascio di microplastica può avvenire durante l’uso dei materiali polimerici, in particolare:

  • in presenza di sollecitazioni meccaniche come abrasione o attrito,
  • o in imballaggi caratterizzati da strutture fibrose e porose.

Nonostante ciò, i quantitativi di particelle rilasciate risultano molto inferiori rispetto a quelli indicati in studi precedenti.
Questo suggerisce che, pur essendo reale il fenomeno di rilascio, i livelli effettivi sono contenuti, evidenziando la necessità di dati più precisi e comparabili per una corretta valutazione del rischio.

Nessuna stima affidabile dell’esposizione dei consumatori

Alla luce dei risultati disponibili, l’EFSA conclude che non vi sono ancora basi scientifiche sufficienti per stimare in modo affidabile l’esposizione dei consumatori a micro e nanoplastiche derivanti dagli imballaggi.
Le differenze tra studi, le metodologie non uniformi e le incertezze analitiche rendono complessa una valutazione del rischio accurata e affidabile, rendendo necessario sviluppare protocolli standardizzati per futuri studi.

Raccomandazioni per la ricerca

Il documento individua le principali lacune scientifiche e raccomanda di:

  • sviluppare protocolli sperimentali più rigorosi,
  • migliorare i metodi di identificazione e quantificazione delle particelle,
  • ampliare gli studi su alimenti reali, oltre ai simulanti acquosi,
  • e valutare l’intero ciclo di vita dei materiali polimerici, dalla produzione e utilizzo fino allo smaltimento, per comprendere completamente le dinamiche di rilascio.

L’obiettivo è creare una base scientifica più solida, utile a garantire la sicurezza dei consumatori, la conformità normativa e la gestione responsabile dei materiali a contatto con alimenti.

Il ruolo di Reconsulting

Reconsulting supporta le aziende del settore alimentare e del packaging nello sviluppo di strategie di conformità, nella valutazione del rischio e nella validazione dei materiali plastici in accordo con la normativa europea.
Grazie a un team di esperti in sicurezza alimentare, MOCA e analisi di laboratorio, offre consulenza tecnica, assistenza nella valutazione del rischio chimico legato al rilascio di micro e nanoplastiche e supporto nella gestione documentale e formativa.

L’obiettivo è garantire sicurezza, tracciabilità e conformità normativa dei materiali plastici a contatto con alimenti, tutelando al tempo stesso la salute dei consumatori e la competitività delle imprese.