Guida UE 2025 aggiornamento Listeria
Il 18 dicembre 2025 la Commissione europea ha pubblicato le nuove linee guida sulla gestione della Listeria monocytogenes, offrendo agli OSA strumenti aggiornati per garantire la sicurezza dei prodotti e definire correttamente la shelf-life.
Il 18 dicembre 2025 la Commissione Europea ha pubblicato una versione aggiornata delle linee guida dedicate alla gestione del rischio da Listeria monocytogenes nel settore alimentare, con particolare riferimento ai prodotti pronti al consumo (RTE). Queste linee guida supportano gli operatori del settore alimentare (OSA) nell’applicazione pratica del Regolamento (CE) n. 2073/2005 sui criteri microbiologici e nella definizione della shelf-life dei prodotti alimentari.
Perché queste linee guida sono importanti
Listeria monocytogenes è un agente patogeno di elevata rilevanza per la salute pubblica. La sua diffusione nell’ambiente e la capacità di sopravvivere e moltiplicarsi anche in condizioni considerate “sicure”, come basse temperature di refrigerazione, ridotta attività dell’acqua (aw) e confezionamento in atmosfera modificata, rendono la gestione del rischio una sfida continua per le aziende alimentari.
In particolare, la listeriosi, l’infezione causata da questo patogeno, pur essendo rara, è associata a tassi elevati di ospedalizzazione e mortalità, soprattutto in persone vulnerabili come anziani, donne in gravidanza e soggetti immunocompromessi.
Che cosa contengono le nuove linee guida
Le nuove linee guida rappresentano una revisione aggiornata della versione del 2013, integrate con le più recenti evidenze scientifiche e l’esperienza pratica degli OSA. Il documento ha lo scopo di fornire indicazioni tecniche e operative su:
🔹 Classificazione dei prodotti alimentari come pronti o non pronti al consumo;
🔹 Determinazione delle condizioni di crescita di L. monocytogenes nei prodotti;
🔹 Metodologie di studio della shelf-life, comprendendo strumenti come test di sfida (challenge tests), modelli predittivi e studi di durabilità;
🔹 Validazione, verifica e documentazione delle valutazioni microbiologiche per garantire la conformità ai criteri del Regolamento 2073/2005.
Criteri microbiologici e shelf-life
La recente normativa europea richiede che i prodotti in cui L. monocytogenes è in grado di crescere:
non devono contenere il patogeno in 25 g di prodotto per tutta la durata della shelf-life, a meno che l’OSA non dimostri scientificamente che i livelli non superano 100 CFU/g fino alla fine della vita commerciale del prodotto;
questo requisito è stato rafforzato dall’aggiornamento del Regolamento (UE) 2024/2895, che sarà applicabile a partire dal 1° luglio 2026.
Per i prodotti in cui non è possibile fornire prove affidabili della crescita microbica, il criterio di presenza non rilevabile in 25 g resta il punto di riferimento per garantire la sicurezza alimentare.
Approccio pratico per gli operatori
Per tradurre le linee guida in azioni concrete lungo la filiera, gli OSA sono invitati a:
📌 Implementare Buone Pratiche Igieniche (GHP) e sistemi HACCP rigorosi, fin dalle fasi di produzione;
📌 Valutare correttamente le caratteristiche del prodotto, come pH, attività dell’acqua, ingredienti, flora competitiva ed eventuali barriere di processo;
📌 Condurre studi di shelf-life basati su metodi riconosciuti, inclusi test di sfida e modelli predittivi affidabili;
📌 Considerare scenari peggiori e assicurarsi che i dati siano rappresentativi dei lotti prodotti;
📌 Documentare e aggiornare continuamente le valutazioni, poiché i criteri di sicurezza devono essere garantiti per tutta la durata del prodotto sul mercato.
Conclusione
Le nuove linee guida europee sulla gestione di Listeria monocytogenes rappresentano molto più di un semplice aggiornamento normativo: sono uno strumento concreto per aiutare gli operatori del settore alimentare ad affrontare in modo strutturato uno dei rischi microbiologici più complessi e persistenti della filiera. La capacità di questo patogeno di sopravvivere e moltiplicarsi in condizioni apparentemente sfavorevoli rende infatti indispensabile un approccio basato su conoscenza, prevenzione e controllo continuo.
Per gli OSA, il messaggio è chiaro: la sicurezza dei prodotti deve essere garantita per tutta la durata della shelf-life, attraverso l’applicazione rigorosa delle Buone Pratiche Igieniche, sistemi HACCP efficaci e una corretta valutazione della capacità degli alimenti di sostenere la crescita della Listeria. Parametri come pH, attività dell’acqua, condizioni di conservazione e confezionamento, insieme alla presenza di flora competitiva, diventano elementi chiave nelle decisioni tecniche e strategiche.
L’uso consapevole di modelli predittivi, test di sfida e studi di durabilità consente alle aziende non solo di dimostrare la conformità ai requisiti del Regolamento (CE) n. 2073/2005, ma anche di rafforzare la propria capacità di prevenzione, riducendo il rischio di non conformità e richiami di prodotto. Particolare attenzione deve essere riservata agli scenari peggiori, assicurando che i dati raccolti siano solidi, rappresentativi e scientificamente affidabili.
In un contesto normativo e di mercato sempre più attento alla sicurezza alimentare, integrare correttamente queste linee guida significa proteggere il consumatore, tutelare il brand e valorizzare la qualità del prodotto. Il 2026 si apre quindi con una sfida importante, ma anche con nuove opportunità per le aziende che scelgono di investire in una gestione consapevole e proattiva del rischio Listeria.
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